Ecco l'ultimo papirone di Ada, dedicato a chi conosce ed ama MOSOQ
RUNA:
Urubamba, 10 gennaio 2008
Cari amici,questa volta non voglio lasciar
passare troppo tempo per darvi nostre notizie ed informarvi sulle novitá che ci
riguardano.
Il mese di dicembre è trascorso molto velocemente; da un
lato, con la chiusura dell’anno scolastico, tutti i ragazzi sono stati impegnati
con lo studio per preparare gli esami finali che hanno dato l’ultimo giorno di
scuola e, dall’altro, con l’avvicinarsi del natale, c’è stata la solita
eccitazione che precede l’arrivo della sera della vigilia che anche quest’anno
abbiamo trascorso tutti quanti insieme. Naturalmente, il momento piú atteso è
stato quello dell’apertura dei regali e direi che anche quest’anno tutti sono
stati soddisfatti di ciò che hanno ricevuto.
Solo per Rodrigo ed Edgar è
stata dura poiché la madre non è tornata come aveva promesso e soprattutto
Rodrigo si è intristito fin dal giorno in cui sono venute tutte le mamme per
l’incontro che abbiamo fatto qualche giorno prima di natale. Per fortuna la
madre ha chiamato due giorni dopo spiegando che la strada era interrotta per le
piogge ed assicurando che sarebbe venuta dopo capodanno.
Per Kantu,
sapendo in anticipo che non avrebbe avuto dove andare, avevamo giá programmato
con Matteo e Camila della Piccola Locanda che avrebbe potuto trascorrere con
loro ed i loro figli il giorno di natale e quello successivo, mentre tutti gli
altri erano con le rispettive famiglie. Rodrigo ed Edgar sono rimasti con
noi.
Nel rileggere la mia lettera precedente mi sono resa conto che ho
accennato a dei cambiamenti che riguardano Deiner, Mónica e Yulissa, ma poi non
vi ho raccontato.
Non so se ricordate che il motivo per cui avevamo
accettato questi tre fratelli, figli di nostri vicini, era dovuto al fatto che i
genitori dovevano andare a Lima perchè la madre voleva farsi curare in una
clinica in cui lavora una sua parente. Di fatto, non solo i genitori non sono
mai andati a Lima, ma alla fine di settembre hanno avuto un altro figlio e, di
fatto, non esiste una valida giustificazione alla loro permanenza con
noi.
Per quanto mi riguarda, i bambini avrebbero potuto rimanere lo
stesso, ma, dal momento in cui presentammo tutta la documentazione per
l’iscrizione al MIMSED definendo quindi il profilo della casa-hogar ed il tipo
di utenza, non ci sono i requisiti necessari che giustifichino la loro
presenza.
Di conseguenza, abbiamo dovuto convocare i genitori per
spiegare loro la nuova situazione e la necessitáper i bambini di tornare a
vivere con loro. Insieme all’assistente sociale e allo psicologo abbiamo
programmato le tappe per il rientro in famiglia per la fine
dell’anno.
Come sapete, Deiner era di fatto tornato a casa a fine ottobre
e quando abbiamo spiegato a Yulissa che ora che la mamma stava meglio ed era
nato il fratellino, i genitori volevano riunire la famiglia, ha solamente
chiesto se se poteva portare a casa i suoi vestiti; rassicurata su questo punto,
da quello stesso giorno è andata a dormire a casa.
Monica ha espresso il
desiderio di rimanere piú a lungo nell’hogar e le abbiamo detto che era
possibile; anche lei, da quella stessa sera ha chiesto di andare a dormire a
casa, pur tornando puntualissima ogni mattina. Cosi’ ha fatto fino alla fine
dell’anno, ma, con il nuovo anno è rimasta a casa; ha lasciato la maggiorparte
delle sue cose con l’accordo che le porterá via man mano che le
servano.
Sia lo psicologo che l’assistente sociale continueranno a
seguire la famiglia per un periodoper assicurare che il reinserimento proceda
nel migliore dei modi.
Con la fine della scuola è stata sospesa anche
l’attivitá del laboratorio di ceramica per preparare, come vi dicevo nella
precedente lettera, il trasferimento del laboratorio di pasticceria, panetteria
e cucina dalla casa dei volontari.
Continua il corso di taglio e cucito
che dovrebbe concludersi alla fine di febbraio.
Per quanto riguarda il
gruppo dei ragazzi non ci sono grandi novitá se non i risultati finali della
scuola. Sono stati promossi Ernesto, Fidel, Monica, Deiner, Edgar, Kantu e Vilma
alla quale è stato anche conferito un diploma per essere la prima della
classe;anche Yulissa ha dovuto sostenere un esame per passare dalla scuola
materna a quella elementare, mentre Karen, Rodrigo ed Ignacio dovranno
frequentare i corsi di recupero. Rosita è stata promossa a pieni voti e, come
Edgar, Kantu e Deiner, passerá alla media superiore; anche Percy e Jaime sono
stati promossi (nonostante il rendimento accademico molto scarso di Jaime, la
supplente che ha avuto quest’anno ha voluto premiare la sua attiva
partecipazione a tutte le attivitá creativo-espressive).
Grazie ad
Eduardo, il nostro psicologo, tutti i ragazzi hanno avuto la possibilitá di
andare a vedere allo stadio di Cusco una partita del “Cienciano”, la squadra di
Cusco e sono tornati felicissimi perchè il Cienciano aveva vinto contro una
squadra di Lima.
Verso la metá di dicembre è arrivato il certificato
dell’iscrizione della casa-famiglia al MIMSED che ha una validitá di due anni;
sembra che siamo l’unico hogar non statale della Valle Sacra degli Inca ad
averlo conseguito finora. E’ un sollievo non dovermi piú preoccupare per questa
pratica.
Stiamo poco a poco mettendoci al passo anche con i cambiamenti
necessari ad adempiere le richieste dell’Associazione “Urubamba” che, a sua
volta, deve rispettare le norme che regolano le associazioni in Italia.
A
partire dall’anno 2006 c’è stato un cambiamento delle modalitá con cui
ricevevamo il denaro dall’Associazione “Urubamba”: se fino ad allora era stato
possibile per “Urubamba” inviarci il denaro raccolto e per noi rendicontare in
seguito su come era stato speso, ora è necessario che noi facciamo
preventivamente la richiesta in base ai preventivi e progetti che
abbiamo.
La cosa non è complicata per quanto riguarda le spese relative
all’associazione e alla casa-famiglia, ma, per quanto riguarda i progetti......
siamo in alto mare, tanto che per il 2008 abbiamo presentato ad “Urubamba” solo
il preventivo di spese dell’associazione e della casa-famiglia, anche se ci
siamo messi al lavoro per imparare a fare questi progetti dato che nessuno di
noi ha esperienza in questo senso.
Gli amici che ci conoscono fin
dall’inizio e che hanno seguito la nostra storia, sanno che era stata una scelta
sia di “Mosoq Runa” che di “Urubamba” non rivolgersi alle istituzioni, chiedendo
finanziamenti, proprio per evitare la macchina burocratica; preferimmo costruire
poco a poco quella che io chiamo la “rete di solidarietá” formata da tutti gli
amici che, attraverso gli incontri e le attivitá che con l’aiuto di “Urubamba”
sono stati organizzati nel corso di questi anni, hanno conosciuto l’esistenza di
Mosoq Runa e del suo progetto e ne sono diventati sostenitori permettendoci
cosi’ di realizzare ciò che è stato fatto finora.
D’altra parte, anche se
fin dall’inizio erano chiari per me e Barbara gli obiettivi generali del
progetto (vale a dire la casa-famiglia per dare ai nostri ragazzi un ambiente
famigliare diverso, i laboratori per dare loro maggiori opportunitá per un
futuro lavoro da un lato e generare ingressi economici per incamminarci sulla
strada dell’autosufficienza economica dall’altro, e, infine, il centro –diurno
per poter offrire ad un maggior numero di bambini ed adolescenti del quartiere
le nostre attivitá e fare nello stesso tempo del centro un punto di aggregazione
attraverso attivitá culturali, educative e ricreative), abbiamo affrontato una
cosa alla volta cominciando con la casa-famiglia. Ci sono voluti 5 anni per
completare questa tappa che sapevo essere per me la piú facile in quanto, grazie
alla mia esperienza professionale, sapevo come organizzare una
casa-famiglia.
Diverso è il discorso rispetto ai laboratori poiché, al di
lá degli obiettivi generali, non avevamo un progetto preciso; durante il 2006 li
abbiamo allestiti e durante il 2007 hanno cominciato a funzionare, con successo
quello di pasticceria, panetteria e cucina italiana che giá si automantiene (a
fine anno ha chiuso il bilancio con un attivo di circa 1700 dollari) e anche
quello di cucito in cui è in corso la formazione del primo gruppo esterno
formato da 13 tra ragazze e signore di Ccotohuincho. Non è andata cosi’ bene con
il laboratorio di ceramica, ma spero che in futuro sia possibile far funzionare
anche quello.
Come dicevo, ci siamo messi al lavoro per poter presentare
per il prossimo anno dei progetti che rispettino i criteri richiesti; per
quest’anno, porteremo avanti la conduzione dei laboratori, per quanto possibile,
con le donazioni che riceviamo in mano da amici e turisti che ci
visitano.
Sia per le esigenze di “Urubamba” che per quelle di “Mosoq
Runa”, legate all’iscrizione al MIMSED, abbiamo chiuso il nostro conto in banca,
che era a mio nome, e ne abbiamo aperto uno nuovo, in una nuova banca, a nome
dell’associazione ed abbiamo deciso di far confluire in questo conto anche tutte
tutte le altre donazioni in modo da unificare tutte le nostre entrate che finora
avevamo mantenuto separate.
In questo modo, a partire dal mese di gennaio
2008, riceverete un po’ meno “papiri” e, nello stesso tempo, credo che sará piú
facile per tutti voi avere un quadro piú chiaro delle nostre entrate e delle
nostre spese.
Allego alla presente, oltre al resoconto del mese di
dicembre, il bilancio del 2007 che comprende tutte le entrate ricevute
attraverso la banca e le spese relative. A parte, e per l’ultima volta, vi invio
il resoconto ed il bilancio delle donazioni ricevute in mano.
Se da un
lato affrontare i cambiamenti è faticoso, dall’altro ci aiuta a riflettere,
chiarire e programmare meglio il nostro lavoro. Come dice il proverbio, non
tutto il male....
Senza dubbio, questi cambiamenti vanno nella direzione
che può permettere a Mosoq Runa di consolidarsi sempre piúed essere in regola
sotto tutti i punti di vista.
Ricordo che scrissi nella mia prima
lettera, a novembre del 2001, che mi davo vent’anni per realizzare tutto il
progetto; quest’anno entriamo nel settimo anno e mi pare che siamo grosso modo a
metá dell’opera. Spero che con il vostro aiuto ci sia possibile riuscire a
realizzare tutti gli obiettivi.
A tutti voi va la nostra gratitudine per
il cammino che finora abbiamo potuto fare.
Con affetto.
Ada
Stevanja
Per chi desidera contattarmi direttamente:
mosoqruna@hotmail.com
Per maggiori informazioni: http://www.mosoqruna.org